COSTRUIAMO IL SISTEMA SOLARE IN SCALA

scritto dalle alunne e dagli alunni della classe 5

Martedì 21 febbraio ci è venuta l'idea di ricreare il Sistema Solare in scala, per immaginare e capirlo meglio dal momento che è impossibile riprodurlo alla sua grandezza naturale. Per ridurlo, abbiamo diviso le distanze dei pianeti dal Sole 10 miliardi di volte e abbiamo trasformato i chilometri in metri, utilizzando le equivalenze.

Giovedì 23 febbraio siamo andati al macero in mezzo ai campi, vicino alla scuola, per ricreare il Sistema Solare in scala utilizzando dei birilli per rappresentare i pianeti ovvero: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Prendendo i metri da casa, abbiamo avuto la possibilità di misurare la posizione dei birilli (pianeti) riscontrando però alcuni problemi. Ad esempio, il maltempo, la difficoltà nel misurare perfettamente utilizzando i metri che andavano posizionati vicini per rappresentare la distanza, quando la distanza è stata eccessiva come tra Urano e Nettuno abbiamo deciso di misurare la lunghezza utilizzando i nostri passi, che erano circa un metro.

Eravamo molto curiosi di costruire e vedere il nostro modello del Sistema Solare, potete immaginare quindi la nostra delusione quando appena usciti si è messo a piovigginare e siamo dovuti rientrare in classe. Per fortuna dopo pochi minuti ha smesso e con grande gioia abbiamo cominciato la nostra avventura. Eravamo contenti di collaborare tutti insieme per riuscire ad arrivare a Nettuno, posizionando così l’ultimo pianeta e di documentare le nostre scoperte attraverso l’uso della macchina fotografica.

Quando siamo tornati in classe eravamo soddisfatti per il lavoro di squadra. Allo stesso tempo eravamo anche molto stanchi ma felici per la missione compiuta.


Abbiamo capito che il Sistema Solare è molto più grande di quel che si pensa. Non sempre, infatti, quello che si vede sui libri, sul telefono, sul tablet o sul computer corrisponde alla realtà. Prima i pianeti ci sembravano molto più vicini tra loro, adesso sappiamo che sono molto più distanti di quel che sembra guardando le rappresentazioni grafiche.

Siamo rimasti sorpresi da Urano e Nettuno che erano molto distanti dal Sole e così abbiamo capito perché sono così freddi.


Da questa esperienza sono nate altre domande:

Con il passare del tempo la tecnologia andrà avanti, potrebbero esistere altri pianeti o costellazioni o addirittura pianeti abitati?

Cosa accadrebbe se tutte le stelle scomparissero?

Come si sono formati i pianeti?

Qual è stato il primo pianeta a formarsi?

Esistono dei pianeti nani gassosi?

Da cosa dipende il colore dei pianeti?

Perché i primi pianeti del Sistema Solare, tranne la terra, sono sul colore rosso e gli ultimi sul colore azzurro?

Perché Urano ha l’anello in verticale?

Perché la Terra ha l’asse terrestre un po’ storta?

Perché ogni pianeta gassoso del nostro sistema solare ha almeno un anello?

Perché Haumea (uno dei 5 pianeti nani) è deformato a differenza di: Plutone, Eris, Makemake e Cerere che sono tutti circolari?

Tra quanti anni scompariranno gli anelli di Saturno?

Perché solo sulla Terra c’è vita?

Cosa succederebbe se la Terra girasse in senso orario?

Come fanno gli uragani di Giove a vagare se è un pianeta gassoso? Fluttuano?

Come mai su gli altri pianeti i giorni e gli anni durano di più o di meno rispetto alla terra?

Perché i pianeti più piccoli sono rocciosi mentre i più grandi sono gassosi? 

Si potrebbe costruire un pianeta artificiale?

Un pianeta potrebbe andare nell’orbita di un altro pianeta? Oppure uscire dal Sistema Solare?

Perché i pianeti seguono un’orbita ovale piuttosto che circolare?

Quali pianeti scompariranno prima dal Sistema Solare? I più vicini o i più lontani?


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